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Sempre connessi anche in alto mare

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Tramite iPad o smartphone si può ordinare il menù, accedere ai dati di navigazione, guardare la partita del cuore in streaming e impostare il condizionatore. Eppure, a bordo, la rivoluzione digitale è solo agli inizi
Sempre connessi anche in alto mare

Non sarà un tabù internet in mare aperto. La tecnologia satellitare ha ormai superato i vincoli della rete cellulare terrestre garantendo la connessione in ogni angolo del pianeta. Ma i ricercatori della Buffalo University di New York, guidati dall’italiano Tommaso Melodia, stanno studiando come cablare l’oceano attraverso un sistema di reti wireless e sensori sottomarini per inviare/ricevere dati via onde sonore anziché onde radio. Il progetto raccoglierà informazioni utili a prevenire fenomeni naturali, come tsunami e onde anomale, e a rilevare l’inquinamento delle acque. Ma alla rete potranno connettersi, senza ricorrere ai costosi collegamenti satellitari, anche smartphone e tablet. Funzionalità già sperimentate con successo nelle acque del lago Erie, nell’America settentrionale.

Integrazione e comfort

In barca, sì, ma con la rete. Entrato nel quotidiano, nel modo di pensare e organizzare il proprio mondo, a casa come in viaggio, il digitale strizza l’occhio anche al diporto. Se, a terra, porti e marine lanciano le prime app dedicate, e se i cantieri più audaci sperimentano configuratori online, in crociera la febbre da connessione compulsiva cede ai ritmi rilassati della vita offline, delle relazioni vis-à-vis, del ritorno alla natura. Salvo, poi, seguire in streaming la squadra del cuore, regolare il condizionatore dallo smartphone e ordinare un drink direttamente dal tablet. Magie dell’impiantistica di bordo, sempre più sofisticata e user-friendly, secondo il mantra: massima integrazione per il massimo comfort. Un esempio su tutti, le soluzioni di entertainment e domotica sviluppate da Videoworks per i maggiori cantieri italiani, che in un unico impianto, sempre realizzato su misura, integrano infinite funzioni: dai sistemi audio/video alle utenze, al servizio MyConcierge, lanciato in anteprima sull’80 m Chopi Chopi di Crn. Tramite iPad, gli ospiti possono chiamare l’equipaggio, ordinare il menù, collegarsi alla playlist preferita, impostare alerts e scenari di luce personalizzati, oltre che accedere ai dati di navigazione e molto altro.

«Con la disponibilità di reti a larga banda e dispositivi di connessione, la domotica è entrata pesantemente anche sui natanti, consentendone il controllo in remoto da smartphone o tablet», dice lo yacht designer Christian Grande. «I progettisti devono ora confrontarsi con un nuovo modo di concepire l’ergonomia e l’interazione con i device: poco invasivi e compatti, lasciano molta libertà in termini di stile, layout e materiali del singolo ambiente, ma è nell’approccio globale che occorre considerare la collocazione delle interfacce e relative centraline, così come le eventuali ricadute di un sistema di entertainment “centralizzato”, per esempio, sul layout di schermi, impianti audio-video e zone relax».

«Oggi la rete è fondamentale, soprattutto volendo charterizzare la barca», dicono dal gruppo Perini Navi. «A bordo offriamo diversi tipi di connessione, in base alla distanza da terra, alle priorità di velocità e al costo di traffico: in porto, oltre alla rete cablata o wireless del marina, è possibile accedere ai vari provider di telefonia/dati con servizi 3G-4G-Umts-Lte, disponibili anche in crociera sotto costa; in mare aperto, si ricorre a collegamenti V-Sat, mentre per traversate oceaniche garantiamo il servizio Fleet Broadband di Inmarsat, che copre dai 70° Nord ai 70° Sud. Alcuni explorer vantano, poi, dotazioni ulteriori, come l’antenna V-Sat in banda C sul motoryacht Galileo G per collegamenti più veloci in zone remote del globo, o sistemi Iridium utili a latitudini estreme, come il passaggio a Nord-ovest».

 

In rete o no?

Ma c’è chi il mare continua a sognarlo senza rete. «In navigazione non sono mai connesso. Conduco il mio GB59 Aleutian senza equipaggio e amo dedicarmici incondizionatamente», rivela Guido Portini, presidente del Grand Banks Club Italia. «In porto, però, consulto internet per il meteo o le recensioni dei ristoranti locali, mai per lavoro». Concorda Konstantin Jacoby, armatore di un Otam Millennium 45. «Il wi-fi a bordo? Assolutamente bandito! Vado in barca per rilassarmi, passare del tempo con la famiglia e gli amici. Spengo perfino il cellulare, che squilla sempre al momento sbagliato, quando stai manovrando in un porto stretto o gettando l’ancora in una baia».

«La nautica non è ancora matura per un’esperienza di connessione totale, ma lo sviluppo delle nuove tecnologie, dalla modellazione parametrica e generativa alla prototipazione rapida, veicoleranno approcci più radicali», sostiene Ozan Ozkusaksiz, capo designer di Tansu Yachts. «Immagino, nel prossimo futuro, un’unica piattaforma integrata, navigabile da iPad, in grado di incorporare progettazione e ingegnerizzazione, foto e specifiche costruttive, calcolo dei costi e stato dei lavori. Ogni modifica potrebbe essere condivisa in simultanea con le parti interessate, trasmessa al fornitore che produce componenti con fabbricazione digitale e aggiornata in tempo reale. Man mano che andrà sviluppandosi l’internet delle cose, vedremo soluzioni più complete nel rapporto cliente-barca, mutuando ciò che emerge in fatto di case intelligenti e connesse».

 

di Chiara Cantoni

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